Cesare Giaccone è un uomo d’alta Langa, timido e burbero al tempo stesso. Incontrarlo ai fornelli è pura poesia. Ha la semplicità dei saggi, inaspettata e disarmante. In giovinezza ha lavorato in ristoranti importanti: al Sant’Orso di Cogne, al Caval ‘d bronz di Torino, al castello di Cozzo Lomellina, dove avvenne l’incontro con Luigi Veronelli, suo grande ammiratore e mentore, in seguito, al Barnino di Firenze, di proprietà di Gino Paoli.
Dal 1981 è ritornato in Alta Langa, ad Albaretto della Torre, riprendendo l’attività dei genitori. Il ristorante dei Cacciatori, “l’angolo del paradiso”, è diventata, negli anni, meta di cultori italiani e stranieri. Personaggio decisamente fuori dagli schemi, dal 2008 si è trasferito nella tenuta di Fontanafredda, a Serralunga d’Alba. Dalla metà degli anni Settanta, Cesare ha iniziato a produrre aceto, inizialmente solo per il suo ristorante, perché difficilmente riusciva a reperire dei prodotti che rispettassero fedelmente la tradizione langarola.
Acquista vini di qualità da produttori locali e produce gli aceti seguendo il sistema tradizionale, travasando gradatamente il vino in botti di gelso, rovere e ciliegio.